Il Viaggio dell’Eroe: tappe e funzioni

Il Viaggio dell'Eroe

Cos’è il Viaggio dell’Eroe e quali sono le sue tappe

Tra gli elementi in grado di rendere magica una storia c’è sicuramente lui: il Viaggio dell’Eroe. Ripensa all’ultimo romanzo che hai letto e dimmi se le cose non sono andate più o meno in questo modo: il protagonista, per un motivo o per un altro, è stato costretto a lasciare la propria tranquillità per intraprendere un’avventura sconosciuta. Ho volutamente riassunto tutto in poche parole, però troviamo questa struttura in qualsiasi storia (o meglio, in qualsiasi buona storia!).

Il termine viaggio non va frainteso: può essere preso alla lettera o essere inteso in senso metaforico, la sostanza non cambia. L’Eroe può dirigersi verso un posto reale oppure percorrere un viaggio interiore (per esempio, dalla disperazione alla speranza) in cui cresce e cambia con l’avanzare della narrazione.

Ogni storia è diversa, è vero. La struttura e le tappe del viaggio dell’Eroe, però, sono sempre presenti. Conoscerle ti aiuterà a rendere migliore la tua storia, perché sarai in grado di individuare i problemi che accomunano la maggior parte delle trame deboli. Nell’articolo, analizzeremo – una per una – le dodici tappe del Viaggio dell’Eroe. Buona lettura!

Il Mondo ordinario

La prima tappa è quella chiamata Mondo ordinario. Qui, l’Eroe vive in un ambiente a lui familiare e noi lo vediamo alle prese con le sue abitudini quotidiane.

Questo inizio apparentemente noioso è necessario per una ragione ben precisa: per renderci conto del cambiamento che l’Eroe subirà nel corso della storia, dobbiamo scoprire com’era prima. Quali sono le sue abitudini? Come si svolge la sua vita di tutti i giorni nel Mondo ordinario?

Saperlo è molto importante per due motivi: ci mette nella condizione di comprendere, in seguito, le rinunce che l’Eroe ha dovuto fare; crea un forte contrasto con la nuova e sconosciuta realtà con cui l’Eroe dovrà confrontarsi.

La Chiamata all’avventura

Per quale motivo l’Eroe dovrebbe abbandonare il Mondo ordinario per entrare in quello straordinario? Perché – nella seconda tappa – succede qualcosa. Che sia un problema da risolvere o una sfida da affrontare, all’Eroe sarà quasi impossibile restare indifferente.

In ogni caso, lo scopo della Chiamata all’avventura è stabilire la posta in gioco e far luce sull’obiettivo che l’Eroe deve perseguire.

Il Rifiuto della chiamata

L’Eroe non è immune da timori e paure; anzi, le sue debolezze lo rendono speciale e più vicino al lettore.

Ecco perché, spesso, nella terza tappa, l’Eroe esita e non risponde subito alla Chiamata – talvolta, addirittura la rifiuta.

Si blocca perché è umano e, ogni tanto, fatica a trovare il coraggio necessario. Può essere spaventato dal cambiamento oppure può non volersi allontanare dalle persone a lui care; i motivi sono molti e sempre diversi.

Qui, tutto è ancora in ballo: l’Eroe si trova nel Mondo ordinario e può decidere se restare lì o intraprendere la nuova avventura.

A questo punto della storia, comunque, deve succedere di nuovo qualcosa: le circostanze devono cambiare e devono indurre l’Eroe a superare la sua paura iniziale. Arriviamo così alla quarta tappa.

L’incontro con il Mentore

La quarta tappa è quella che ospita il rapporto tra l’Eroe e il Mentore.

I Mentori hanno un compito ben preciso – e fondamentale – per l’evoluzione della storia: sono la guida di cui l’Eroe ha bisogno per trovare il coraggio di affrontare l’ignoto. Subentrano proprio quando l’Eroe non sa se accettare la Chiamata e, grazie a dritte e consigli, lo orientano nella giusta direzione.

Attenzione, però: il compito del Mentore finisce qui. Non è a lui che spetta rispondere alla Chiamata; sarà l’Eroe a doverlo fare, da solo.

Il Superamento della prima soglia

Adesso le cose iniziano a farsi interessanti: l’avventura vera e propria sta per cominciare e la storia parte sul serio. A questo punto, l’Eroe ha accettato la Chiamata e non può più tornare indietro.

Nella quinta tappa, si apre il Mondo straordinario e l’Eroe sta per scoprire le difficoltà e le sfide che ha scelto di affrontare. Non c’è più spazio per i tentennamenti e le esitazioni.

Le Prove, gli Alleati e i Nemici

Fino a questo momento, l’Eroe poteva immaginare come sarebbe stato il Mondo straordinario. Ora, nella sesta tappa, lo vive e lo conosce in prima persona: arrivano le sfide e i nuovi personaggi (gli Alleati e i Nemici).

Vedere come l’Eroe si muove in questo nuovo contesto ci consente di scoprire molte caratteristiche su di lui. Come reagisce sotto pressione? È ostile e aggressivo verso questo nuovo ambiente? È abile a trovare le informazioni che gli servono?

Sfrutta questa parte per farci conoscere il tuo Eroe sotto una luce diversa: se sarai bravo, il lettore non potrà far altro che empatizzare con lui.

L’Avvicinamento alla caverna più profonda

A questo punto, nella settima tappa, l’Eroe scopre il pericolo vero e proprio, l’oggetto della Chiamata.

Il più delle volte, è il luogo in cui risiede il Nemico – ed è anche il posto più pericoloso del Mondo straordinario. L’Eroe, però, non può arrivarci impreparato: per potersi avvicinare al Nemico, deve informarsi ed escogitare strategie vincenti.

L’errore che spesso si commette in questa fase è quello di ripiegare su coincidenze e casualità talmente evidenti da risultare noiose e poco credibili. Cerca, quindi, di prenderti il giusto tempo per scriverla con cura.

La Prova centrale

La storia diventa davvero avvincente se l’Eroe, ora, viene messo di fronte al suo timore più grande. Non rendergli le cose facili, fallo sudare! Lui deve rischiare qualcosa; il lettore deve avere il dubbio che possa fallire.

L’ottava tappa è quella in cui hai il dovere di tenere il lettore col fiato sospeso e costantemente in tensione. “Ce la farà?”, è questo che deve chiedersi. È quel momento disperato e incerto di cui ogni storia ha bisogno: l’Eroe rischia di perdere tutto, di aver fatto tanti sforzi per nulla; il lettore, che ha imparato a conoscerlo nel corso della narrazione, soffrirà con lui e – sempre insieme a lui – gioirà quando lo vedrà risollevarsi.

La Ricompensa

Nella nona tappa, l’Eroe ha motivo di essere felice. Ha rischiato di morire – letteralmente o metaforicamente – ma ne è uscito vincitore. Ha trovato ciò che cercava e ora si gode la sua Ricompensa.

La Ricompensa può essere molte cose: un oggetto speciale, un’esperienza che lo ha formato e gli ha fatto comprendere questioni prima ignorate, la riconciliazione di un rapporto importante, la risoluzione di un conflitto che gli ha procurato molta sofferenza e così via. Naturalmente, varia da storia a storia.

La Via del Ritorno

In questa fase – la decima tappa – l’Eroe è pronto a tornare nel suo Mondo ordinario. Non è detto, però, che le sfide siano finite, anzi. Possono nascere ulteriori ostacoli, tentazioni o pericoli.

Ha ottenuto ciò che voleva, ma non può ancora dirsi al sicuro. Magari, essere riuscito a impossessarsi della Ricompensa ha reso scontento qualcuno. E adesso quel qualcuno si fa avanti…

La Resurrezione

L’undicesima tappa rappresenta un po’ una ripetizione della morte e della rinascita avvenute nella Prova centrale. Durante quest’ultima, però, l’Eroe deve aver imparato qualcosa. Adesso è il momento di dimostrarlo.

Arriva così un ulteriore momento in cui la sua vita è messa in pericolo. Spetterà all’Eroe, di nuovo, il compito di superare gli ostacoli prima di poter finalmente rinascere. In questo modo, potrà tornare alla normalità, cambiato e arricchito dalle esperienze vissute.

Il Ritorno con l’elisir

Nell’ultima tappa – la dodicesima –, l’Eroe ritorna nel Mondo ordinario. Perché il suo Viaggio abbia avuto un senso, però, non può farlo a mani vuote.

L’elisir può essere una lezione imparata, un tesoro, un oggetto, l’amore, la saggezza, la libertà o anche una particolare conoscenza con cui può essere d’aiuto alla sua comunità. Detto in altre parole, è ciò che fa sì che il suo Viaggio non sia stato inutile.

In conclusione

A grandi linee, questa è la struttura del Viaggio dell’Eroe.

Attenzione, però: non dovrebbe essere seguita alla lettera (nell’ordine e nella sua evoluzione). Il bello arriva quando questa struttura rimane invisibile e viene arricchita di dettagli e particolari capaci di sorprendere il lettore – rendendo speciale ogni storia.

Alcune tappe possono essere omesse, altre possono essere modificate o, ancora, se ne possono aggiungere di nuove e funzionali alla propria narrazione.

La peculiarità, e la bellezza, del Viaggio dell’Eroe è proprio la sua flessibilità: può subire infinite variazioni, senza mai perdere il suo fascino e la sua potenza.

Hai dei dubbi? Parliamone nei commenti, ti leggo con piacere!